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| Galleria Vittorio Emanuele Ii |
La Galleria Vittorio Emanuele II di Milano è un passaggio coperto che collega piazza della Scala e piazza Duomo tra loro e con due vie perpendicolari ad esse. Fu progettata dall´architetto Giuseppe Mengoni e realizzata a partire dal 1865 in uno stile eclettico, con grottesche, cariatidi, lunette e lesene, tipico della seconda metà dell´Ottocento milanese. In Galleria hanno sede numerosi negozi di griffe e marchi prestigiosi oltre che famosi caffè e ristoranti, da qualche anno compagni anche di una nota catena di fast food. è considerata, con Via Montenapoleone e Via della Spiga , una delle sedi dello shopping di lusso meneghino. Nella prima metà del XIX secolo Milano guardava alle grandi capitali europee come Londra e Parigi come esempio di urbanizzazione. Soprattutto perché la città si stava scoprendo come principale città industriale della penisola e le innovazioni tecnologiche erano il simbolo della seconda rivoluzione industriale e di conseguenza del grande cambiamento sociale che si era messo in moto. Il Crystal Palace di Londra , il ponte di ferro sul Severn, erano un esempio di come la tecnologia fosse al servizio dell´architettura anche con un discreto senso estetico. La Galleria di Milano , con le sue strutture di ferro a vista, fu uno degli esempi a cui si sarebbe ispirato Gustave Eiffel , pochi anni dopo. Nel 1859 si fece seria l´idea di un passaggio coperto che collegasse piazza Duomo a piazza della Scala: simile alla Galleria de Cristoforis, sempre a Milano a San Babila, ma più grande e più borghese, da dedicare magari al re che portò Milano ad unificarsi al Regno d´Italia. La zona prescelta era quella a sinistra del Duomo, edificata con piccole costruzioni non consoni all´immagine che la municipalità voleva dare. Il comune indisse un concorso internazionale al quale parteciparono 176 architetti e che vide vincitore il giovane Giuseppe Mengoni, il quale propose una lunga galleria attraversata da un braccio, con al centro dell´incrocio una grande "sala" ottagonale: la copertura prevedeva un´ossatura in ferro e il resto in vetro. I due ingressi principali, quelli del braccio più lungo, previdero inoltre due grandi archi trionfali. I capitali necessari si trovarono costituendo una società in Inghilterra promettendo ricavi dalle proprietà in costruzione, la stessa che fabbricò l´ossatura in ferro e la spedì a Parigi per essere assemblata. Quando questa società fallì, il Comune di Milano assunse la proprietà e continuò a fornire il capitale necessario. Nel 1865 iniziarono i lavori con la posa della prima pietra da parte di re Vittorio Emanuele II di Savoia e due anni più tardi si inaugurò la Galleria, anche se non completamente terminata. Circa dodici anni dopo finalmente il complesso fu terminato. Giuseppe Mengoni, l´ideatore della Galleria, vi morì proprio precipitando dalla cupola durante un´ispezione il 30 dicembre 1877, anche se non mancò l´interpretazione che si trattasse di un suicidio, dovuto alle critiche espresse da più parti e dalla delusione della mancata presenza del re all´inaugurazione. Non si poteva sapere che tale mancata presenza era dovuta alle gravi condizioni di salute di Vittorio Emanuele II, tenute segrete, e che morì dopo pochi giorni. Durante la seconda guerra mondiale, nelle notti del 13 e del 15 agosto 1943, la Galleria venne colpita dai bombardamenti aerei alleati. La Galleria è stata interessata da un restauro negli anni sessanta del XX secolo che ha portato al rifacimento della pavimentazione. Da qualche anno l´ Ottagono è usato dal comune di Milano per illustrare a turisti e cittadini i cambiamenti o le manifestazioni che interessano la città meneghina. L´Ottagono centrale è il salotto della città. Sul suo pavimento, al centro, è realizzato a mosaico lo stemma di Casa Savoia . Ai suoi lati sono rappresentati gli stemmi delle quattro città che in epoche diverse sono state capitali del Regno d´Italia: nell´ordine Milano (con Napoleone), poi Torino, Firenze e infine Roma (coi Savoia). Nelle lunette attorno alla volta, sono raffigurate le allegorie dei quattro continenti: Africa, Asia, Europa e America. La tradizione afferma che ruotare su se stessi stando col tallone del piede destro sui genitali del toro ritratto a mosaico entro lo stemma della città di Torino sul pavimento dell´Ottagono della galleria porti fortuna. Questo rito scaramantico, ripetuto centinaia di volte al giorno dai passanti, principalmente turisti, deteriora velocemente l´immagine del toro che deve essere ripristinata frequentemente. x Torna alla lista |
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